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REDDITO DI CITTADINANZA - Cosa dice effettivamente la FINANZIARIA 2023 e come sarà in futuro

Nel 2023 il Reddito di cittadinanza ha una nuova scadenza: gli occupabili ne avranno diritto per un massimo di 8 mensilità, periodo in cui nel frattempo dovranno partecipare a un corso di formazione o di riqualificazione professionale.

Dopodiché il Rdc verrà tolto, con l’intento di sostituirlo già nel 2024 con una nuova misura, di competenza dei Comuni e rivolta esclusivamente ai soggetti fragili.

La stretta sul Reddito di cittadinanza, che Giorgia Meloni avrebbe voluto attuare già a inizio 2023 così da recuperare ulteriori risorse da dedicare ad altri capitoli della manovra, è stata solamente rimandata.

Rimandata e ridotta: rispetto a quelle che erano le indiscrezioni della vigilia, infatti, il Reddito di cittadinanza verrà tolto a una platea circoscritta: a perdere la misura entro i prossimi 8 mesi, infatti, sono solamente i soggetti occupabili, con l’esclusione di coloro che hanno nel loro nucleo familiare disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni di età.

Secondo i dati pubblicati nella Relazione tecnica alla misura, si tratta di circa 400 mila nuclei familiari interessati, mentre i restanti 635 mila non verranno toccati.

Vediamo, dunque, come la legge di Bilancio 2023 cambia il Reddito di cittadinanza, facendo luce sulla nuova scadenza e su cosa succederà nel frattempo.

Sono esclusi da questa novità, e quindi continueranno a godere del Reddito di cittadinanza fino alla scadenza naturale, gli occupabili che tuttavia fanno parte di un nucleo familiare dove è presente almeno un componente:

disabile;

minore;

persona a carico con almeno 60 anni di età.

Chi invece non ha una delle suddette persone nel nucleo familiare smetterà di percepire il Reddito di cittadinanza nel mese di agosto.

Percorso di formazione

In questi 8 mesi la persona occupabile verrà debitamente formata così da renderla appetibile al mercato del lavoro e favorirne la rioccupazione. Non che sia semplice: già in questi anni abbiamo visto come i tempi per l’attivazione di un corso di formazione possono essere molto lunghi, e difficilmente le cose cambieranno nel breve periodo.

Il rischio quindi è che solamente una piccola parte degli occupabili verrà avviata verso un percorso di formazione. Va detto che questi non potranno assolutamente rifiutare: in caso contrario, infatti, il Reddito di cittadinanza verrà tolto immediatamente.

Lo stesso vale qualora si rifiuti la prima offerta congrua. Il ricollocamento dovrebbe essere favorito dall’introduzione di un nuovo sgravio contributivo totale, fino a un massimo di 6 mila euro, che riguarda tanto i giovani Under 36 quanto i percettori di Reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza, cosa cambia per gli altri?

Per tutte le persone che non rientrano nel profilo degli occupabili non ci sono novità immediate. Il Reddito di cittadinanza continuerà a essere erogato fino a scadenza naturale, almeno fino al 2024.

Anche se non espressamente scritto nella legge di Bilancio 2023, infatti, sembra che la maggioranza sia favorevole a una modifica più strutturale a inizio 2024. Ancora 12 mesi di Reddito di cittadinanza quindi, poi stop: ma le famiglie in difficoltà continueranno a godere di una misura di sostegno, che dovrebbe essere più simile al reddito di sussistenza per i poveri, la quale non sarà più di competenza dell’Inps bensì dei Comuni.

Le risorse per questa nuova misura verranno recuperate proprio dal taglio del Reddito di cittadinanza. Grazie alle novità introdotte in legge di Bilancio 2023, infatti, il risparmio di spesa per il Reddito di cittadinanza viene quantificato in 734 milioni di euro (solo per il 2023). Tali risorse saranno destinate a un apposito fondo con cui verrà finanziata la riforma del Reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza cumulabile con i redditi da lavoro stagionale

Viene data la possibilità di cumulare il reddito di cittadinanza con i redditi da lavoro stagionale entro il limite di 3.000 euro l’anno. In questo modo si cerca di contrastare il fenomeno della mancanza di lavoratori nel turismo, dando la possibilità ai percettori di reddito di cittadinanza di poter andare a lavorare senza temere una riduzione dell’importo della misura

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