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Ministero dell'interno: Rafforzamento dell’attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. Direttiva.

Il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti continua ad essere largamente diffuso sul territorio nazionale nonostante l’azione di prevenzione e contrasto posta in essere dalle diverse componenti del “sistema sicurezza” nel Paese. Si tratta di una pratica criminale che, legandosi al più vasto tema del degrado urbano, desta un crescente allarme sociale e un forte senso di insicurezza nei cittadini, di recente ulteriormente esasperato da alcuni, gravi fatti di cronaca, ripresi e rilanciati dai mass media.

A fronte di tale situazione, diventa improcrastinabile individuare nuove linee di intervento e strategie operative, che si dovranno tradurre in un’azione ancora più incisiva da parte delle Forze di polizia. 

In quest’ottica, l’argomento è stato affrontato nel corso del Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica tenutosi l’8 novembre u.s.. Durante la riunione è stato preso atto dei significativi risultati raggiunti anche nell’ambito di alcune operazioni a carattere nazionale già realizzate (“Periferie sicure”) e delle iniziative promosse nell’ultimo periodo in alcuni specifici settori d’interesse (“Scuole sicure”).

Ciò nonostante, nel comune convincimento che una compiuta ed efficace risposta al fenomeno in esame richieda articolati interventi di carattere  multisettoriale, sono state impartite puntuali direttive ai Vertici delle Forze di polizia affinché venga immediatamente assicurato un potenziamento dell’azione di contrasto incentrato sulle seguenti linee d’intervento, i cui dettagli operativi saranno specificati con circolare del Cap o della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza:

 rafforzamento delle attività info-investigative, finalizzate all’individuazione delle reti dello spaccio e alla lotta alle organizzazioni criminali;

 potenziamento dell’attività di controllo del territorio con il concorso delle Polizie locali, soprattutto nelle aree maggiormente interessate dalla perpetrazione di tali illeciti;

 massimo coordinamento delle Forze di polizia. 

Il principale obiettivo che si vuole perseguire consiste nell’assicurare una forte presenza degli operatori della sicurezza sul territorio, in particolare nelle cosiddette “piazze dello spaccio”, volta, per un verso, a prevenire e contrastare la diffusione di tali condotte criminali, sino a giungere allo smantellamento delle “piazze”, e, per l’altro, a dare dimostrazione visibile alla cittadinanza che non esistono luoghi in cui le azioni illecite possano restare impunite o svolgersi senza che lo Stato manifesti la sua capacità di reazione. Infatti, pur nella consapevolezza che la complessità del quadro normativo di riferimento in materia non agevola il difficile compito delle Forze di polizia e della stessa Magistratura, si rivelerebbe di grande utilità un’azione di sistematico “disturbo” nei confronti degli spacciatori che, al contempo, consenta di rassicurare i cittadini.

L’esigenza di una razionalizzazione delle risorse umane da mettere in campo impone che l’intero piano di azione sia improntato al massimo coordinamento fra le Forze di polizia, affiancando a quelle a competenza generale la Guardia di Finanza e le stesse Polizie locali, in un’unica pianificazione degli interventi.

Ciò stante, le SS.LL. vorranno convocare specifiche riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nel cui ambito dovrà essere innanzitutto avviata una previa disamina della diffusione del fenomeno e attivata una ricognizione puntuale delle principali aree di spaccio, soprattutto di quelle che  insistono nei luoghi più affollati e di maggiore aggregazione, ovvero in quelli soggetti a maggior degrado.

All’esito di tale ricognizione, da condurre con la massima celerità, dovranno essere predisposti specifici piani di intervento, all’interno dei quali andranno definiti i contingenti numerici delle Forze di polizia, nonché della Polizia locale, da destinare in via sistematica alla vigilanza coordinata delle diverse aree individuate. Anche a livello provinciale, quindi, il dispiegamento delle Forze di polizia dovrà essere organizzato secondo il più elevato livello di coordinamento, sia al fine di accrescerne la capacità d’azione, sia in un’ottica di razionalizzazione del loro impiego.

A tale proposito, nella consapevolezza che le Forze di polizia già normalmente e in autonomia svolgono mirati servizi di contrasto del fenomeno, si evidenzia che i dispositivi di cui alla presente direttiva dovranno essere assolutamente aggiuntivi rispetto a quelli attuati in via ordinaria. A partire dal prossimo 31 gennaio ed allo scadere di ogni successivo bimestre, sarà cura delle SS.LL. fornire all’Ufficio di Gabinetto dettagliate relazioni sulle iniziative poste in essere e sui risultati dell’attività svolta, valorizzando il dato relativo all’intervento coordinato delle Forze di polizia.

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Nell’ambito di una più ampia accezione di sicurezza comprensiva dei profili inerenti la sicurezza urbana, può assumere un particolare rilievo, ai fini dell’attuazione della presente direttiva, il supporto fornito dagli enti locali.

Tale supporto, lungi dal limitarsi al solo concorso della Polizia locale nell’attività di controllo del territorio, deve ricomprendere l’adozione, nelle aree più esposte a rischio, delle misure finalizzate alla messa in sicurezza e alla riqualificazione ambientale: da quelle manutentive sulla pubblica illuminazione alla realizzazione di recinzioni o alla predisposizione di servizi di vigilanza all’interno di aree verdi o parchi, dalla realizzazione di impianti di videosorveglianza – sfruttando anche le nuove opportunità che saranno offerte dalla conversione del decreto-legge n. 113 del 2018 – alla promozione di eventi culturali che mirino a favorire momenti di aggregazione e una maggiore vivibilità dei quartieri.

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Nell’ambito delle strategie delineate in sede di Comitato, d’intesa con le Amministrazioni locali potrà farsi ricorso agli strumenti messi in campo dal decretolegge n. 14 del 2017, significativamente potenziati dal decreto-legge n. 113 del 2018 e ulteriormente rafforzati ed affinati nei lavori di conversione di quest’ultimo, tutti in grado di incidere positivamente sulla tutela della sicurezza urbana. Si segnalano, in particolare:  l’estensione del divieto di accesso in specifiche aree urbane (c.d. DASPO urbano), la cui inosservanza sarà assistita da una specifica sanzione penale;

 il divieto di accesso negli esercizi pubblici e di stazionamento nelle vicinanze degli stessi per coloro, tra gli altri, che siano stati condannati per reati in materia di stupefacenti;

 l’attività di collaborazione con le Forze di polizia che potrà essere prestata dai titolari degli esercizi pubblici e dei locali di pubblico intrattenimento sulla base di specifici accordi stipulati a livello locale;

 la regolamentazione degli orari di vendita dei prodotti di gastronomia pronti per ilconsumo.

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Un notevole valore aggiunto alla prevenzione delle più volte richiamate condotte illecite potrà, inoltre, derivare dall’attività di “osservazione” assicurata dai cittadini, in specie nelle aree caratterizzate da condizioni di maggiore degrado. Da questo punto di vista, si rende necessario che il coinvolgimento dei privati nelle relative segnalazioni avvenga sempre all’interno di più strutturate forme di collaborazione, da definire e regolamentare in seno ai cosiddetti “Accordi di vicinato”.

Nel contempo, dovrà essere assicurata la massima speditezza nelle procedure di espulsione dei cittadini stranieri irregolarmente presenti sul territorio nazionale, coinvolti nelle predette attività criminali.

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Ripongo il massimo affidamento sulla consueta, preziosa collaborazione delle SS.LL., delle Forze di polizia e delle Amministrazioni locali affinché siano poste in essere tutte le azioni necessarie per garantire la piena attuazione della presente Direttiva

 

GuardiaCivica - Ministero dell'interno: Rafforzamento dell’attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. Direttiva.

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