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FISCO: è necessario il contraddittorio con il Contribuente prima di emettere l'avviso di accertamento

L'avviso di accertamento non può essere emesso prima dei 60 giorni previsti dall'art. 12, comma 7, dello statuto del contribuente  In caso di verifica fiscale presso la sede del contribuente stesso. In questo termine infatti il contribuente può comunicare «osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. Se il Fisco omette il contraddittorio preventivo non permette alcuna difesa di questo. Il Contribuente non ha occasione di far valere le proprie ragioni o, perlomeno, di indicarle.

L'art. 12, comma 7 della l. 212/2000 descrive chiaramente la procedura corretta: “nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza”.

La Corte di Cassazione, in diversi momenti e con diverse sentenze, ha comunque stabilito la nullità dell'atto impositivo da parte del fisco che non dia possibilità di difesa al contribuente. Quindi i 60 giorni previsti dallo Statuto del Contribuente devono essere rispettati (cod 2XQHSvI)


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