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Ue: dal 15 giugno i sovraccosti del roaming telefonico devono cessare

Non c'è nessun rinvio della fine dei sovraccosti del roaming, anzi c'è il rischio di “sanzioni” per quegli operatori che non fossero pronti al 15 giugno. La possibilità di chiedere 12 mesi di deroga riguarda solo quegli operatori che avessero perdite complessive superiori al 3%, ma in Italia è “molto poco probabile” che sia il caso per i medio-grandi come Tim, Vodafone o Wind. È quanto ha detto il direttore generale della Dg Connect della Commissione Ue Roberto Viola, avvertendo che operatori come Free si sono già adeguati.

TLC  01 aprile 2017

Addio agli extra-costi del roaming, come può slittare la data di giugno

Deroga solo per chi subisce perdite del 3% dei ricavi 

“La deroga” per gli operatori che avessero dalla fine dei sovraccosti del roaming perdite al fatturato complessivo di almeno il 3% «era già prevista dal regolamento adottato il 15 dicembre» da Bruxelles, e le linee guida del Berec - che non sono legalmente vincolanti - spiegano semplicemente come attuare in concreto le norme già stabilite dalla Commissione Ue, spiega Viola.

«In Italia la valutazione spetta all'Agcom», ma «dai dati in nostro possesso è poco probabile che gli operatori italiani medio-grandi si trovino in questa situazione», in quanto «in Italia il traffico è molto bilanciato» dato che in media gli italiani viaggiano poco, appena 2,2 giorni l'anno e anche tra chi viaggia, il numero medio di giorni passati all'estero è di 8, ha aggiunto il direttore generale della Commissione Ue. Quindi «l'impatto complessivo sugli operatori è bassissimo», ha sottolineato, ricordando che quelli più a rischio sono al contrario gli operatori dei Paesi del Nord Europa.

Nessuna deroga per altri motivi 

«Quanto letto su alcuni organi di stampa italiani» durante il fine settimana di una possibilità di deroga agli operatori che siano eventualmente «impreparati» a eliminare i sovraccosti da metà giugno, invece, «non è assolutamente previsto», anzi, ha avvertito Viola, «qualsiasi operatore» che lo facesse «incorrerrebbe in sanzioni». «Non si può chiedere una deroga se non si è pronti, questo non è possibile», ha sottolineato il responsabile del dossier a Bruxelles, aggiungendo che «il dato più interessante è che alcuni operatori, come per esempio Free, hanno già adeguato tutte le loro tariffe al nuovo sistema».

Quanto ai sovraccosti limitati che gli operatori potranno applicare a quei clienti che abusano del roaming, non c'è nulla di nuovo, questo era già stato deciso dal nostro regolamento sull'uso equo», ha ricordato Viola, spiegando che «le linee guida del Berec non possono cambiare le regole» ma al contrario «spiegano come applicare il nostro regolamento».

Cosa è il Roaming

Il roaming viene utilizzato in particolare dagli operatori telefonici di telefonia cellulare per permettere agli utenti mobili di collegarsi tra loro eventualmente utilizzando anche una rete non di loro proprietà dietro una quota di pagamento all'altro operatore.

Ciò può accadere ad esempio quando l'utente si trova all'estero e l'operatore telefonico non possiede una rete propria ("roaming internazionale") oppure quando l'utente si trova nel paese di origine dell'operatore telefonico, ma questo non possiede una copertura totale della nazione (in entrambi i casi l'operatore si appoggia su reti telefoniche appartenenti ad altri operatori, nazionali o esteri) oppure semplicemente quando l'utente destinatario appartiene alla rete di un altro operatore telefonico.

Attraverso il roaming, quindi, l'operatore consente all'utente la possibilità di utilizzare il servizio in tutta la nazione e oltre. Un metodo simile viene utilizzato da alcune schede di rete Wi-Fi per passare da un access point a un altro in modo del tutto trasparente garantendo sempre una connessione anche durante gli spostamenti. Questo tipo di roaming viene detto generalmente involontario.

In generale il roaming è reso possibile dalle informazioni relative all'utente (SIM e USIM) e al telefono cellulare (IMEI) che il terminale di utenza invia periodicamente alla stazione radio base di copertura la quale le invia ad un apposito database, chiamato VLR (Visitor Location Register), rendendolo così disponibile a tutta la rete.

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