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Sisma in Emilia, contro gli sciacalli del Parmigiano un piano del Consorzio

Anche il Parmigiano Reggiano e il Grana pagano il conto del terremoto. Secondo la Coldiretti “per effetto del sisma risultano a terra complessivamente oltre 360.000 forme di Grana Padano e 633.700 forme di Parmigiano Reggiano, con i produttori che sono impegnati a selezionare il prodotto ”salvato” e a provvedere alla sua ricollocazione in magazzini idonei. Oltre alle strutture collassate, il danno – precisa la Coldiretti – riguarda soprattutto le forme giovani di pochi mesi di stagionatura che saranno destinate a formaggio generico da grattugia o da alla fusione. Il conto pero’ potrebbe ulteriormente aggravarsi per effetto delle continue scosse che mettono a rischio la stabilita’ delle strutture (stalle, fienili caseifici e magazzini), ma anche del blocco delle attivita’ provocato dal sisma che ha anche alterato i ritmi fisiologici degli animali di allevamento che – continua la Coldiretti – sono scombussolati dallo sciame sismico e per il terrore rifiutano di alimentarsi adeguatamente e non riescono neanche a dormire, con un crollo della produzione di latte stimata superiore al 10 -15 per cento”.Allo stesso tempo è viva la preoccupazione perché c’è chi è pronto a speculare sull’evento: dal Consorzio Grana Padano fanno sapere, infatti, “nelle zone di produzione del Grana Padano, rimaste vittime del terremoto, si sarebbero aggirati avvoltoi senza scrupoli pronti a offrire cifre risibili (si parla di 2 euro al chilo) per acquistare forme di Grana Padano danneggiate”. Per fronteggiare questa nuova emergenza, un CDA straordinario del Consorzio ha deciso che “tutto il formaggio danneggiato dal terremoto verrà gestito dal Consorzio stesso, congiuntamente ai caseifici e magazzini colpiti dal sisma, e non entrerà negli usuali canali commerciali”.  Il CDA ha anche  rinnovato l’invito ad “acquistare Grana Padano originale e non imitazioni che nulla hanno a che fare con il nostro formaggio. In questo modo si potrà dare un aiuto concreto a un sistema che vive momenti davvero difficili”.

Nel frattempo il Consorzio ha  sottoscritto un accordo con Coop per effetto del quale dal prossimo 11 giugno nei supermercati e ipermercati della catena sarà possibile acquistare “Il Parmigiano della Solidarietà” identificabile con un bollino blu e sostenuto da un’apposita campagna informativa a punto vendita. Coop devolverà 1 euro per ogni chilo di parmigiano venduto, l’iniziativa indicativamente coprirà almeno 2 settimane e le stime di Coop parlano di circa 500.000 euro raccolte attraverso questa iniziativa. Allo stesso tempo gli acquisti Coop avverranno senza alcun ribasso sulle quotazioni correnti, garantendo così stabilità di introito ai caseifici e puntando a stroncare speculazioni o fenomeni di sciacallaggio.

Anche Confagricoltura condivide la preoccupazione sulla redditività dei caseifici e dei produttori di latte e per questo “sollecita l’adozione d’iniziative ed interventi affinché il formaggio possa essere  ritirato e destinato, con il contributo finanziario di Agea e dell’Unione europea, agli indigenti oppure, se necessario, anche indirizzato verso la fusione o la grattugia”.

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