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Selfie e pubblicità. Sono troppi i messaggi nascosti.

Ormai “Apparire” nella società dei social digitale è diventata la parola d’ordine. Social network e smartphone hanno dato un concreto aiuto a chi ha bisogno di iniettarsi un po’ di autostima via web. La propria popolarità può essere aumentata da chiunque, raccontandoci tutto di se stessi. Ma cosa succede quando il selfie  si accompagna spesso e volentieri al logo di un marchio? Il connubio selfie-vip-pubblicità occulta è sempre più diffuso, tanto che si è reso necessario reclamare l’inverto dell’Autorità Antitrust.


GUARDIACIVICA appoggia questa iniziativa di Unione Consumatori (UNC) che, si spera possa portare ad una regolamentazione del settore.


Oramai è chiaro come le foto e i video degli influencer si diffondano in maniera virale. Il loro ruolo sul pubblico degli spettatori è decisamente importante e le stime economiche lo confermano ampiamente. Non dimentichiamo poi che la pubblicità fatta attraverso i canali del web è decisamente più pervasiva rispetto a quella del testimonial tradizionale.


Nel passato ci si poteva affidare ad un testimonial famoso per ricevere la promozione di un prodotto ed il Consumatore era informato in maniera esaustiva grazie al messaggio che riceveva. Oggi le cose sono cambiate in quanto le aziende molto spesso affidano ad una persona nota (vip) un messaggio promozionale ed i Consumatori non riescono a distinguere tra un messaggio personale ed un messaggio pubblicitario


Insomma il pubblico dei Consumatori non è pienamente consapevole di ciò che viene proposto loro da questi messaggi. Questo perchè il messaggio stesso non è sempre agevolmente decifrabile, specilamente dal pubblico più giovane. Non a caso la Trade Commission americana ha sanzionato Warner Bross per aver utilizzato degli You Tuber per lanciare un loro prodotto senza rendere l’iniziativa trasparente”


E’ bene comunque specificare che non si vuole mettere sotto accusa le star del mondo digitale quanto piuttosto le imprese che li utilizzano senza preoccuparsi di essere trasparenti nelle loro intenzioni.


GUARDIACIVICA sta cercando di sensibilizzare, insieme ad altre Associazioni di Consumatori, il Governo Italiano affinchè voglia sollecitare il Parlamento ad un’azione efficace a combattere il problema. In fondo basterebbe chiedere al Vip di indicare che si tratta di un messaggio pubblicitario.


Esiste anche un altro aspetto che andrebbe rimarcato, e cioè quello della rilevanza fiscale. Visto che il giro d’affari del mondo influencer è stimato nell’ordine dei 30 miliardi di euro al giorno d’oggi, con stime di 50 miliardi al 2019, sarebbe il caso di interrogarsi sul regime fiscale da adottare per questo giro d’affari