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Secondo l'Istat vi è una decisa ripresa delle vendite al dettaglio. Per i Consumatori è necessario un rilancio dell' occupazione

A ottobre 2016 le vendite al dettaglio registrano un incremento congiunturale pari all’1,2%, con andamenti simili per i due principali settori: beni alimentari e non alimentari. Tuttavia, nonostante la forte crescita congiunturale registrata a ottobre, nella media del trimestre agosto-ottobre 2016 l’indice complessivo delle vendite al dettaglio diminuisce dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.


Tra i prodotti non alimentari, il maggiore incremento tendenziale riguarda il gruppo mobili, articoli tessili, arredamento (+1,8%), mentre il calo più rilevante si registra per la categoria generi casalinghi, durevoli e non durevoli (-2,1%).


La ripresa delle vendite al dettaglio del +1,2% rappresenta, secondo Federconsumatori e Adusbef, un dato incoraggiante, “che però risulta ancora insufficiente a compensare la grave contrazione della domanda interna registrata dal 2012 ad oggi pari al -10,8%, che equivale ad una minore spesa da parte delle famiglie di circa 76,7 miliardi di euro”.


“Un andamento dettato dall’andamento del potere di acquisto e da quello occupazionale”, affermano le due associazioni. “Da anni ripetiamo che, se si vuole veramente dare una scossa alla domanda interna, il primo passo da compiere è redistribuire i redditi e creare nuove opportunità di lavoro”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.


“Per fare ciò è necessario l’avvio di quel Piano Straordinario per il Lavoro che invochiamo da tempo, indispensabile per dare il via a una nuova fase di sviluppo per il Paese. È su questo versante che bisogna intervenire con estrema urgenza, dando la massima priorità e destinando ogni risorsa a interventi tesi a creare occupazione”, spiegano le associazioni. “Interventi mirati, che si devono realizzare destinando investimenti alla ricerca, allo sviluppo tecnologico, alla ricerca, alla modernizzazione, alla realizzazione di infrastrutture, alla messa in sicurezza antisismica, nonché alla valorizzazione dell’offerta turistica”.


Secondo Federconsumatori e Adusbef, insieme a tale programma è indispensabile, per rilanciare i bilanci delle famiglie e le prospettive dell’intero sistema economico, debellare una volta per tutte la minaccia delle clausole di salvaguardia, che a regime comporteranno ricadute di +782 Euro annui a famiglia.