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Lavoro: Monti, "riforma incisiva"; Fornero, "nessun tradimento su Art.18"

Una riforma "piu' ampia e incisiva del previsto", che prevede una "flessibilita' estesa a tutti i lavoratori". Mario Monti difende il ddl del governo sulla riforma del mercato del lavoro, e alla vigilia dell'incontro con i segretari di partito della maggioranza, risponde indirettamente alle critiche sollevate negli ultimi giorni dalla Confindustria. Ma il testo, che riprendera' domani il suo cammino in Commissione Lavoro del Senato, resta nel mirino del Pdl che sta mettendo a punto le sue richieste di modifica, che vanno dall'apprendistato alle partite Iva ai contratti a termine. Qualche dubbio viene sollevato anche dai tecnici di palazzo Madama, che chiedono chiarimenti sulla nuova disciplina dell'articolo 18, che, al momento del processo, potrebbe non tutelare adeguatamente il lavoratore. "Abbiamo previsto nel recente disegno di legge un intervento considerevolmente piu' ampio e incisivo di quello da me delineato alla Camera, nell'intervento programmatico del 17 novembre", dice il premier. "Avevo parlato in quella occasione di una maggiore flessibilita' per i soli nuovi assunti e a titolo sperimentale - aggiunge - invece nel disegno di legge di pochi giorni fa e' estesa a tutti i lavoratori, non solo ai nuovi assunti, ed e' a titolo definitivo e non sperimentale". Anche Elsa Fornero torna a replicare alle imprese, dice che nessuno e' stato "tradito" dal Governo sul tema dell'articolo 18 e ribadisce che non si e' data "alle imprese la liberta' di licenziare". La riforma del lavoro sara' domani uno dei temi sul tavolo del vertice di palazzo Chigi. E anche se, spiegano fonti parlamentari del Pdl, non si entrera' nel dettaglio di ogni singola modifica, il partito di via dell'Umilta' si aspetta un via libera generale alle sue richieste, che vanno nella direzione di una maggiore flessibilita' in entrata. "Prendiamo atto che non si sono verificate le condizioni per fare una modifica seria dell'articolo 18 - dice il deputato pidiellino Giuliano Cazzola - ma non accettiamo che in un periodo di grave recessione, il mercato del lavoro divenga piu' rigido e che non si tenga conto delle proteste di tutto il mondo delle imprese. E non si venga a dire che abbiamo cambiato opinione". Il provvedimento suscita qualche perplessita' anche ai tecnici di palazzo Madama, che oggi hanno diffuso la loro relazione. Il nuovo rito processuale in materia di licenziamenti previsto dalla riforma Fornero infatti, scrivono i tecnici del Senato, non assicura al lavoratore "maggiori garanzie processuali" rispetto al datore di lavoro, cosi' come previsto dalle regole attuali: su questo aspetto dunque, serve una "ulteriore riflessione". Il rischio di minori tutele durante il processo per i lavoratori licenziati, sollevato dai tecnici del Senato, se fosse reale andrebbe eliminato, dice Susanna Camusso, numero uno della Cgil: "se c'e' questa lacuna - ha spiegato - devono correggerla, anche perche' e' incoerente rispetto al sistema processuale".