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Marchionne non si ferma: nasce Fabbrica Italia Pomigliano

E' nata Fabbrica Italia Pomigliano. La societa' e' stata iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino il 19 luglio. E' controllata al 100% da Fiat Partecipazioni, ha un capitale di 50.000 euro e il presidente e' Sergio Marchionne.

L'oggetto sociale della newco e' "l'attivita' di produzione, assemblaggio e vendita di
autoveicoli e loro parti. A tal fine puo' costruire, acquistare, vendere, prendere e dare in affitto o in locazione finanziaria, trasformare e gestire stabilimenti, immobili e aziende".


Inoltre la societa' "puo' compiere le operazioni commerciali, industriali, immobiliari e finanziarie, queste ultime non nei confronti del pubblico, necessarie o utili per il conseguimento dell'oggetto sociale, ivi comprese l'assunzione e la dismissione
di partecipazioni ed interessenze in enti o societa', anche intervenendo alla loro costituzione".


La nascita di Fabbrica Italia Pomigliano e' un passo preliminare per la costituzione di una nuova societa', una new company in cui riassumere, con un nuovo contratto, i 5.000 lavoratori attuali della fabbrica campana. Si tratta del progetto Futura Panda a Pomigliano, per il quale la Fiat ha raggiunto un accordo con i sindacati il 15 giugno, non firmato dalla Fiom.

Convocati per il 29 i sindacati
La Fiat ha convocato per il prossimo 29 luglio a Torino i sindacati per discutere sullo stabilimento di Pomigliano. Al centro dell'incontro la vicenda dello stabilimento di Pomigliano e la Newco che dovrebbe essere costituita.

Disdetta per 25mila dipendenti
La disdetta del contratto nazionale di lavoro da parte della Fiat, che dovrebbe essere comunicata giovedi' ai sindacati a Torino, interesserebbe 25.000 dipendenti: si tratta dei lavoratori degli stabilimenti di Mirafiori, Cassino, Pomigliano e Termini Imerese e degli impiegati degli enti centrali. La disdetta diventerebbe operativa il 31 dicembre 2012, quando scadra' l'attuale contratto di lavoro e quindi la Fiat uscirebbe dalla Federmeccanica il primo gennaio 2013.

Per Sacconi, confronto aperto
Il confronto sul piano industriale di Fiat per l'Italia va portato avanti con la consapevolezza che "la posta in gioco e' ancora piu' alta", va gestito "in termini utili al nostro interesse nazionale". E' l'invito che il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, lancia all'azienda, ai sindacati ed alle Istituzioni alla vigilia del tavolo che si riunira' domani a Torino.
Bisogna, dice il ministro a Radio Anch'Io su RadioUno, "dimostrare la capacita' dell'Italia di rimanere una grande piattaforma produttiva anche per una industria, quella dell'auto, che ha una valenza importante per il paese che la ospita", anche per l'impatto in termini di indotto.

Quindi, dice Sacconi, "La posta in gioco non e' solo la saturazione dello stabilimento di Mirafiori e gli investimenti a Pomigliano o in altri siti. La posta e' ancora piu' alta. Mi auguro che tutti vogliano essere responsabili nella misura richiesta da questo tornante della storia. Che questo passaggio possa essere gestito da istituzioni, organizzazioni sindacali e dall'azienda stessa che mantiene una solida radice italiana, in termini utili al nostro interesse nazionale".

Per Sacconi "la partita e' piu' che mai aperta, e sono ottimista per la sua soluzione", ha detto. Il confronto sul piano industriale di Fiat per l'Italia - ha detto il ministro - va portato avanti con la consapevolezza che "la posta in gioco e' ancora piu' alta", e va gestito "in termini utili al nostro interesse nazionale". "Mi auguro che il tavolo" sulla Fiat di domani "consenta di riporre su basi condivise il dialogo tra le parti sociali.

Produrre la nuova monovolume Fiat in Serbia "non significa automaticamente che non ci sia una buona saturazione degli impianti di Mirafiori. Di questo discuteremo domani", ha aggiunto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi sostenendo che ciò "che è importante è che il progetto 'Fabbrica Italia' garantisca una buona
saturazione dei siti produttivi in Italia, sostenibile, ragionevolmente, per il medio-lungo termine".

Sacconi respinge la tesi di chi ritiene che per il governo il settore auto non sia prioritario: "Quello che sta accadendo ciò che Fiat voglia realizzare significativi investimenti nei siti produttivi italiani e un importante investimento a Pomigliano, spostando una produzione addirittura dalla Polonia, dimostrerebbe proprio il contrario che evidentemente si sono create condizioni di contesto favorevoli e si stanno creando condizioni interne agli stabilimenti favorevoli a questi investimenti".

 E su Pomigliano "Non devono esserci scelte unilaterali"
"Credo che dovranno essere le parti tra di loro, quelle che hanno sottoscritto l'accordo su Pomigliano, a regolare questo processo". Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, commenta cosi' la possibilita' che Fiat crei una newco per lo stabilimento di Pomigliano D'Arco, e punti ad un nuovo contratto nazionale di lavoro uscendo da Federmeccanica. "Non devono esserci scelte unilaterali", ha detto Sacconi.

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