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Il Garante Privacy denuncia: “Liberalizza telemarketing selvaggio” nel DDL sulla concorrenza

Liberalizzazione del telemarketing selvaggio? Si può fare. È questo l’esito di una norma contenuta nel ddl concorrenza che elimina il consenso preventivo dell’utente per le chiamate indesiderate nel corso della prima telefonata di contatto. Funzionerebbe così: il call center telefona, dichiara la natura promozionale della telefonata, poi chiede se l’utente vuole proseguire la conversazione. La denuncia sulle norme relative al telemarketing viene dal Garante per la protezione dei dati personali, che ha espresso “sconcerto e preoccupazione”.

“Suscita sconcerto e preoccupazione la norma, contenuta nel testo del Ddl concorrenza, relativa al telemarketing – ha detto il presidente del Garante Privacy Antonello Soro –  Essa elimina il requisito del consenso preventivo per le chiamate promozionali, “liberalizzando” il fenomeno del telemarketing selvaggio e prevedendo come unica forma di  tutela dell’utente la possibilità di rifiutare le sole chiamate successive alla prima”.

Per l’Autorità si tratta di “una soluzione diametralmente opposta a quella – fondata sul previo consenso all’interessato – ampiamente discussa nella Commissione di merito dello stesso Senato, indicata dal Garante e, in  apparenza, largamente condivisa”. Il Garante denuncia che la norma risulta “incoerente con la linea di maggiore tutela seguita dalla stessa Commissione nell’ambito dell’esame del Ddl  sul Registro delle opposizioni”. E conclude: “Prendo atto del fatto che ancora una volta il legislatore intervenga sul Codice della privacy nel segno dell’estemporaneità, rendendo ancora più difficile l’attività di contrasto delle incontenibili violazioni in questo settore”.

Ma cosa sta accadendo? Nel ddl concorrenza è stato inserito un articolo (art. 4 bis dell’articolo 18) che disciplina il contatto telefonico “anche non sollecitato” riconoscendo al consumatore la possibilità di dare consenso, dopo che la telefonata è arrivata. Le norme prevedono che “gli operatori e i soggetti terzi che stabiliscono, con chiamate vocali effettuate con addetti, un contatto anche non sollecitato con l’abbonato a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale hanno l’obbligo di comunicare all’esordio della conversazione i seguenti dati:  a) gli elementi di identificazione univoca del soggetto per conto del quale il contatto avviene; b) l’indicazione dello scopo commerciale o promozionale del contatto”. Poi la norma prosegue in un terzo comma nel quale si dice che “il contatto è consentito solo se l’abbonato destinatario della chiamata, a seguito della comunicazione di cui al comma 4- bis, presta un esplicito consenso al proseguimento della conversazione”. La prima telefonata nel frattempo però è arrivata.

La denuncia del Garante viene fatta propria dalle associazioni dei consumatori. Unione Nazionale Consumatori sostiene il presidente Massimiliano Dona: “Il Garante ha assolutamente ragione. Si tratta di una norma a dir poco vergognosa. Il ddl concorrenza va ritirato, dato che invece di migliorare le cose addirittura le peggiora. E’ incredibile ed intollerabile che invece di rafforzare il registro delle opposizioni, consentendo l’iscrizione anche ai numeri di cellulare ed introducendo la possibilità di cancellare tutti i precedenti consensi, in modo da consentire al cittadino di riprendere il pieno controllo dei propri dati, si proceda in direzione opposta”.

“Il nostro Parlamento”, dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale Codici, “si dimostra sempre più permeabile alle esigenze delle imprese, piuttosto che a quelle dei consumatori. È evidente che l’approvazione di questa norma, contenuta nel Ddl Concorrenza, rende vane tutte le battaglie portate avanti contro il telemarketing selvaggio. Gli utenti, già in balia di operatori telefonici insistentemente aggressivi, si ritroveranno totalmente disarmati dinanzi ad un fenomeno che negli anni ha assunto un peso negativamente rilevante e già estremamente difficile da contrastare”.

Durissimo il Codacons: “Con tale norma Governo e Parlamento cancellano con un gesto di spugna anni e anni di lotta al telemarketing selvaggio, rendendo il settore una vera e propria giungla dove il cittadino sarà totalmente indifeso.

Quanto contenuto nel ddl concorrenza è semplicemente una assurdità, e legittima ogni forma di molestia telefonica a danno degli utenti da parte di call center e operatori commerciali”. “Mentre il fenomeno del telemarketing selvaggio”, continua l’associazione, “è addirittura triplicato negli ultimi 5 anni, con chiamate commerciali che disturbano i cittadini ad ogni ora e più volte al giorno, i nostri politici hanno pensato bene di liberalizzare le telefonate promozionali, autorizzando così una giungla che danneggerà enormemente gli utenti”.

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